FARMACI DA BANCO

I più venduti

BUSCOFEN*12CPS MOLLI 200MG Visualizza ingrandito

BUSCOFEN*12CPS MOLLI 200MG

029396037

Nuovo

BUSCOFEN*12CPS MOLLI 200MG

Maggiori dettagli

5,90 €

Dettagli

BUSCOFEN*12CPS MOLLI 200MG Ditta: BOEHRINGER INGELHEIM IT.SPA
Informazioni Professionali
DENOMINAZIONE:
BUSCOFEN
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei.
PRINCIPI ATTIVI:
Ibuprofene.
ECCIPIENTI:
Compresse: amido di mais, sodio carbossimetilamido, magnesio stearato, idrossipropilmetilcellulosa, polietilenglicol
6000, talco, titanio biossido, emulsione antischiuma.
Capsule molli: polietilenglicole 600, p otassio idrossido, acqua depurata, gelatina, sorbitolo soluzione speci ale.
INDICAZIONI:
Dolori di varia origine e natura (dolori mestruali, mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori osteoarticolari e
muscolari).
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR:
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti; soggetti con ipersensibilita' all'acido
acetilsalicilico o ad altr i analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei (FANS), in p articolare quando
l'ipersensibilita' e' associata a poliposi nasale, a ngioedema e/o asma; insufficienza epatica grave; insufficienza
renale grave (filtrazione glomerurale inferiore a 30 ml/min); severa insufficienza cardiaca; soggetti affetti da
discrasie ematiche di origine scon osciuta, da porfiria, da ipertensione, da grave insufficienza coronarica
incontrollata; ulcera peptica grave o in fase attiva; storia di emo rragia gastrointestinale o perforazione relativa a
precedenti trattame nti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu' episodi distinti di dimostrata
ulcerazione o sanguinamento); soggetti con condizioni cliniche che determinino un aumento della tendenza al
sanguinamento; in concomitanza di interventi chirurgici (comprese le o perazioni dentistiche); soggetti che abbiano
subito significative perd ite di liquidi (per vomito, diarrea o scarsa ingestione di liquidi); d urante il terzo trimestre di
gravidanza; bambini al di sotto dei 12 an ni.
POSOLOGIA:
Non somministrare ai bambini di eta' inferiore ai 12 anni.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima e fficace per la durata di trattamento
piu' breve possibile necessaria p er controllare i sintomi.
>>Compresse.
Adulti e adolescenti oltre i 12 anni: 1-2 compresse, due - tre volte al giorno, preferibilmente a sto maco pieno.
Non superare comunque la dose di 1200 mg (6 compresse) al giorno.
Non superare le dosi consigliate.
Nel caso l'uso del medicinal e sia necessario per piu' di 3 giorni negli adolescenti, o nel caso di peggioramento della
sintomatologia deve essere consultato il medico.
Anziani: i pazienti anziani devono attenersi alle dosi minime indicate .
Pazienti con insufficienza renale: in presenza di insufficienza rena le l'eliminazione puo' essere ridotta e la
posologia va di conseguenza adeguata.
>>Capsule molli.
Adulti e adolescenti oltre i 12 anni: 1-2 capsule molli, due - tre volte al giorno, preferibilmente a stomaco pi eno.
Non superare comunque la dose di 1200 mg (6 capsule molli) al gio rno.
Non superare le dosi consigliate.
Nel caso l'uso del medicinale s ia necessario per piu' di 3 giorni negli adolescenti, o nel caso di pe ggioramento
della sintomatologia deve essere consultato il medico.
Anz iani: i pazienti anziani devono attenersi alle dosi minime indicate.
P azienti con insufficienza renale: in presenza di insufficienza renale l'eliminazione puo' essere ridotta e la
posologia va di conseguenza ad eguata.
Il farmaco non deve essere usato per piu' di 7 giorni.
Se sono necessarie dosi piu' alte oppure se e' richiesto un trattamento piu' prolungato, allora e' necessario rivolgersi
al proprio medico curante.
Le compresse e le capsule molli devono essere inghiottite senza masti care, preferibilmente con un po' di acqua.

Si consiglia l'assunzione d urante o dopo i pasti, particolarmente alle persone con disturbi gastr ici.
CONSERVAZIONE:
Compresse: conservare a temperatura ambiente.
Capsule molli: conservar e a temperatura non superiore a 30 gradi C.
AVVERTENZE:
Evitare l'uso del farmaco in concomitanza di altri FANS, a causa di un incremento del rischio di ulcerazione o
sanguinamento.
Gli effetti in desiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata di
trattamento che occorre per contr ollare i sintomi.
Ibuprofene puo' mascherare segni di infezione.
Negli adolescenti disidratati esiste il rischio di alterazione della funzio nalita' renale.
I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e
perforazioni gastr ointestinali, che possono essere fatali.
Sono state riportate emorragi a gastrointestinale, ulcerazione e perforazione che possono essere fat ali.
Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose disponibile.
Per questi pazienti ed anche per pazienti che assumo no basse dosi di acido acetilsalicilico o altri farmaci che
possono au mentare il rischio di eventi gastrointestinali considerare l'uso conco mitante di agenti protettori.
Prestare cautela dai pazienti che assumo no contemporaneamente farmaci che potrebbero aumentare il rischio di u
lcerazione o emorragia.
Quando si verifica emorragia o ulcerazione gas trointestinale in pazienti che assumono il farmaco sospendere il tratt
amento.
Somministrare i FANS con cautela nei pazienti con una storia d i malattia gastrointestinale poiche' tali condizioni
possono essere es acerbate.
Usare con cautela nei pazienti con difetti della coagulazion e.
Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie ne i pazienti con anamnesi positiva per
ipertensione e/o insufficienza ca rdiaca congestizia da lieve a moderata poiche' in associazione al trat tamento con i
FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed ede ma.
L'uso di ibuprofene, particolarmente ad alti dosaggi (2400 mg al g iorno) e per trattamenti di lunga durata, puo'
essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi.
In general e, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprof ene siano associate ad un aumento
del rischio di infarto del miocardio .
I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata,
malattia arteriosa perif erica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprof ene soltanto dopo
attenta valutazione.
Effettuare analoghe considerazi oni prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con f attori di rischio
per eventi cardiovascolari.
Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Steven-Johnson e
necrolisi tossica epidermica sono state riportate molto raramente, in associazione con l'uso dei FANS.
Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere esposti a piu' alto rischio; l'insorgenza della reazione si
verifica nella maggior parte dei casi e ntro il primo mese di trattamento; interrompere il trattamento.
Quando si inizia un trattamento con ibuprofene prestare cautela ai pazienti con una disidratazione considerevole.
L'utilizzo a lungo termine di ib uprofene, ha portato a necrosi papillare renale ed altre alterazioni p atologiche
renali.
In generale, l'uso abituale di analgesici, puo' por tare a lesioni renali permanenti con rischio di insorgenza di insuffic
ienza renale.
E' stata riscontrata tossicita' renale in pazienti nei q uali le prostaglandine renali hanno un ruolo compensatorio nel
manteni mento della perfusione renale.
La somministrazione di FANS in questi p azienti puo' comportare una riduzione dose-dipendente della formazione di
prostaglandine e, come effetto secondario, del flusso sanguigno re nale.
Cio' puo' condurre velocemente a scompenso renale.
I pazienti pi u' a rischio di queste reazioni sono quelli con funzionalita' renale r idotta, scompenso cardiaco,
disfunzioni epatiche, anziani e tutti quei pazienti che prendono diuretici e ACE inibitori.
La sospensione della terapia con FANS solitamente viene seguita dal recupero dello stato d i pretrattamento.
In caso di impiego prolungato sorvegliare la funzion alita' renale particolarmente in caso di lupus eritematoso
diffuso.
Pr escrivere il farmaco con cautela in pazienti con asma bronchiale o mal attie allergiche in atto o pregresse perche' potrebbe insorgere bronco spasmo.
Lo stesso dicasi per quei soggetti che hanno manifestato bronc ospasmo, dopo l'impiego di aspirina o altri FANS.
Analgesici, antipire tici, antinfiammatori non steroidei possono causare reazioni di iperse nsibilita', potenzialmente
gravi, anche in soggetti non precedentement e esposti a questo tipo di farmaci.
Il rischio di reazioni di ipersens ibilita' dopo assunzione di ibuprofene e' maggiore nei soggetti che ab biano
presentato tali reazioni dopo l'uso di altri analgesici, antipir etici, antinfiammatori non steroidei e nei soggetti con iperreattivita ' bronchiale (asma), poliposi nasale o precedenti episodi di angioedem a.
Usare cautela nel trattamento di pazienti con funzionalita' cardiac a, epatica o renale fortemente ridotta; ricorrere al
monitoraggio peri odico dei parametri clinici e di laboratorio, specialmente in caso di trattamento prolungato.
Ibuprofene puo' dare un innalzamento delle con centrazioni seriche delle aminotransferasi, e di altri marker della fu
nzionalita' epatica, in pazienti senza precedenti evidenze di disturbi della funzione epatica.
Questi di solito comprendono aumenti relativa mente modesti e transitori rispetto al range normale.
Se queste anomal ie sono significative dal punto di vista clinico o se sono persistenti allora interrompere il
trattamento e monitorare la risposta a seguito dell'interruzione del trattamento.
Ibuprofene puo' causare ritenzione di sodio, potassio e acqua in pazienti che in precedenza non hanno mo strato
segni di disturbi renali, a causa dell'effetto sulla perfusione renale.
L'interruzione del trattamento e' solitamente seguita da un r apido ritorno allo stato della funzione renale prepotrebbe pretrattamento.
Ibupro fene puo' anche interferire con gli effetti natriuretici dei diuretici .
L'ibuprofene puo' mascherare sintomi di una infezione.
Ibuprofene, p uo' inibire l'aggregazione piastrinica e ha dato evidenza di prolungar e il tempo di sanguinamento in
soggetti sani.
In rare occasioni in paz ienti in trattamento con ibuprofene e' stata osservata meningite asett ica.
Sebbene sia piu' probabile che si verifichi in pazienti con lupus eritematoso sistemico e patologie del tessuto
connettivo collegate, e ' stata osservata anche in pazienti i quali non manifestavano patologi e croniche
concomitanti.
Si raccomanda, in caso di trattamenti prolung ati, di effettuare periodici controlli oftalmologici.
L'uso del farmac o e' sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.
S ospendere la nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che sono s ottoposte a indagini sulla fertilita'.
INTERAZIONI:
L'ibuprofene (come altri FANS) deve essere utilizzato con cautela in a ssociazione con corticosteroidi: aumento del
rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale; anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli
anticoagulanti come il warfarin.
E' opportuno monito rare i pazienti in trattamento con cumarinici; acido acetilsalicilico e altri FANS: queste sostanze
possono far aumentare il rischio di reaz ioni avverse a carico del tratto gastrointestinale.
Dati sperimentali indicano che l'ibuprofene puo' inibire gli effetti dell'acido acetilsa licilico a basse dosi
sull'aggregazione piastrinica quando i farmaci s ono somministrati in concomitanza.
Tuttavia, l'esiguita' dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica no n permettono di
trarre delle conclusioni definitive per l'uso continua tivo di ibuprofene; sembra che non vi siano effetti clinicamente
rilev anti dall'uso occasionale dell'ibuprofene.
E' comunque opportuno non a ssociare ibuprofene con aspirina o altri FANS; agenti antiaggreganti e inibitori selettivi
del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento de l rischio di emorragia gastrointestinale.
Diuretici, ACE inibitori e a ntagonisti dell'angiotensina II: i FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri
farmaci antiipertensivi.
I diuretici possono anch e aumentare il rischio di nefrotossicita' associata ai FANS.
In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidr atati o anziani) la copotrebbe
cosomministrazione
di un ACE inibitore o di un an tagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema d
ella ciclo-ossigenasi puo' portare ad un ulteriore deterioramento dell a funzione renale, che comprende una
possibile insufficienza renale ac uta, generalmente reversibile.
Queste interazioni devono essere consid erate in pazienti che assumono il farmaco in concomitanza con ACE inib
itori o antagonisti dell'angiotensina II.
Quindi, tale combinazione de ve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani .
I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della
funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e, periodicamente, da allora in poi; litio: la
somministrazione contemporanea di litio e FANS provoca aumento dei livelli di litio nel sangue per ridotta
eliminazione, con possibilita ' di raggiungimento della soglia tossica.
Qualora tale associazione si a necessaria, monitorare la litiemia allo scopo di adattare la posolog ia del litio durante il trattamento contemporaneo con ibuprofene.
Metotrexato: i FANS possono inibire la secrezione tubulare di metotrexato e ridurne la clearance con conseguente
aumento del rischio di tossicit a'; aminoglicosidi: i FANS possono diminuire l'escrezione degli aminog licosidi;
glicosidi cardiaci: i FANS possono esacerbare lo scompenso c ardiaco, ridurre il tasso della filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici dei glicosidi cardiaci; fenitoina: i FANS possono c omportare un aumento delle concentrazioni plasmatiche della fenitoina; colestiramina: la concomitante somministrazione di ibuprofene e colestiramina puo' ridurre l'assorbimento dell'ibuprofene a livello del tra tto gastrointestinale.
Comunque la rilevanza clinica di tale interazio ne non e' nota; ciclosporine: aumentano rischio di nefrotossicita' con i FANS.
Inibitori della COX-2 e altri FANS: l'uso concomitante con al tri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della
cicloossigenasi-2, dev e essere evitato per potenziale effetto additivo; estratti vegetali: g inkgo biloba puo'
aumentare il rischio di sanguinamento in associazion e a FANS; mifepristone: a causa delle proprieta'
antiprostaglandiniche dei FANS, puo' teoricamente determinarsi una diminuizione nell'effica cia del medicinale.
L'evidenza limitata suggerisce che la co-somminist razione di FANS nel giorno di somministrazione delle
prostaglandine no n influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostag landina sulla maturazione
cervicale o sulla contrattilita' uterina e n on riduce l'efficacia clinica del medicinale sull'interruzione di grav idanza;
antibiotici chinolonici: dati su animali indicano che i FANS p ossono aumentare il rischio di convulsioni associato con antibiotici chinolonici.
I pazienti che prendono FANS e chinoloni possono avere un aumentato rischio di sviluppare convulsioni;
solfaniluree: i FANS poss ono aumentare l'effetto delle solfaniluree.
Sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia in pazienti in trattamento con solfaniluree che as sumevano ibuprofene;
tacrolimus: possibile aumento del rischio di nefr otossicita' quando i FANS vengono somministrati con tacrolimus;
zidovu dina: aumento del rischio di tossicita' ematica in caso di co-somminis trazione con FANS.
C'e' evidenza di un aumento del rischio di emartros i e di ematoma in pazienti emofiliaci affetti da HIV in
contemporaneo trattamento con zidovudina ed altri FANS.
Ritonavir: e' possibile un a umento della concentrazione dei FANS; probenecid: rallenta l'escrezion e dei FANS con
possibile aumento delle loro concentrazioni plasmatiche ; sulfinpirazone: puo' ritardare l'escrezione di ibuprofene;
inibitori del CYP2C9: la somministrazione concomitante di ibuprofene e inibitor i del CYP2C9 puo' aumentare
l'esposizione all'ibuprofene (substrato de l CYP2C9).
In uno studio con voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9), si e' osservata una aumentata esposizione al S
(+)-ibuprofene da approssimativamente l'80% al 100%.
Si deve prendere in considerazi one la riduzione della dose di ibuprofene quando si somministrano conc
omitantemente forti inibitori del CYP2C9, in particolar modo quando do si elevate di ibuprofene vengono
somministrate con voriconazolo e fluc onazolo.
EFFETTI INDESIDERATI:
Gli effetti indesiderati osservati con ibuprofene sono generalmente co muni agli altri analgesici, antipiretici,
antiinfiammatori non steroid ei.
Patologie gastrointestinali: gli eventi avversi piu' comunemente o sservati sono di natura gastrointestinale.
Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinali, talvolta fatali, in particolare negli
anziani.
La perforazione gastrointestinale con l 'uso di ibuprofene e' stata osservata raramente.
Dopo somministrazione del medicinale sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatule nza, costipazione,
dispepsia, dolore epigastrico, pirosi gastrica, dol ore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative,
esacerbazione di colite e morbo di Crohn.
Meno frequentemente sono state osservate gastriti.
Molto raramente sono state osservate anche pancreatiti.
Dist urbi del sistema immunitario: in seguito a trattamento con FANS sono s tate riportate reazioni di ipersensibilita'.
Queste possono consistere di reazione allergica non- specifica e anafilassi, reazioni a carico del tratto respiratorio
comprendenti asma, anche grave, broncospasmo o dispnea oppure disturbi a carico della cute, comprendenti rash di
var io tipo, prurito orticaria, porpora, angioedema e, piu' raramente, der matiti esfoliative e bollose (inclusi sindrome
di Stevens - Johnson, n ecrolisi tossica epidermica ed eritema multiforme.
Patologie cardiache e vascolari: in associazione con il trattamento con FANS sono stati r iportati edema ed
affaticamento, ipertensione e insufficienza cardiaca .
Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di ibupro fene, particolarmente ad alte dosi (2400 mg al
giorno) e per trattamen ti a lungo termine, puo' essere associato ad un modesto aumento del ri schio di eventi
trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardi o o ictus).
>>Altri eventi avversi riportati con minore frequenza e pe r i quali non e' stata necessariamente stabilita una causalita'.
Patol ogie del sistema emolinfopoietico: leucopenia, trombocitopenia, neutro penia, agranulocitosi, anemia
aplastica e anemia emolitica.
Disturbi p sichiatrici: insonnia, ansia, depressione, stato confusionale, allucin azioni.
Patologie del sistema nervoso: mal di testa, parestesia, capog iri, sonnolenza, neurite ottica.
Infezioni ed infestazioni: rinite e m eningite asettica (specialmente in pazienti con preesistenti disordini autoimmuni,
come lupus eritematososistemico e connettivite mista) con sintomi di rigidita' nucale, mal di testa, nausea, vomito,
febbre o d isorientamento.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: bro ncospasmo, dispnea, apnea.
Patologie dell'occhio: rari casi di alteraz ione oculare con conseguenti disturbi visivi, neuropatia ottica tossic a.
Patologie dell'orecchio e del labirinto: udito compromesso, tinnito , vertigini.
Patologie epatobiliari: funzione epatica alterata, insuff icienza epatica, epatite ed ittero.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: reazioni bollose incluse sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi
tossica epidermica (molto rara), e reazioni di fotosensibili ta'.
Patologie renali e urinarie: danno della funzione renale e nefrop atia tossica in varie forme, incluse nefrite
interstiziale, sindrome n efrotica ed insufficienza renale.
Patologie sistemiche e condizioni re lative alla sede di somministrazione: malessere, affaticamento.
La seg nalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'aut orizzazione del medicinale e'
importante, in quanto permette un monito raggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:
L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativa mente la gravidanza e/o lo sviluppo
embrio/fetale.
Dati ottenuti da st udi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto, di m alformazione cardiaca e
gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il primo periodo di gravidanza.
S i ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia .
Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di pro staglandine ha mostrato di provocare un aumento
della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale.
Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali
a cui erano stati somministrati inibitori d ella sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.
Durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, l'ibuprofene non d eve essere somministrato se non in casi
strettamente necessari.
Se usa to da donne in procinto di concepimento o durante il primo e secondo t rimestre di gravidanza, la dose e la
durata del trattamento devono ess ere rispettivamente la piu' bassa e la piu' breve possibile.
Durante i l terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a:
tossicita' cardiopolmonare ( con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione
renale, che puo' progredire in insufficienza renale con ol igo- idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della
gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiagg regante che puo' verificarsi
anche a dosi molto basse; inibizione dell e contrazioni uterine risultante in travaglio ritardato o porlungato.
Conseguentemente, l'ibuprofene e' controindicato durante il terzo trim estre di gravidanza.
Nei pochi studi ad oggi disponibili, i FANS posso no ritrovarsi nel latte materno in concentrazioni molto basse.
I FANS, se possibile, devono essere evitati durante l'allattamento materno.
L 'uso di ibuprofene puo' compromettere la fertilita' femminile e non e' raccomandato nelle donne in attesa di
concepimento.
Nelle donne che h anno difficolta' a concepire o che sono oggetto di indagine sulla fert ilita', si deve considerare
l'interruzione del trattamento con ibuprofene.

Recensioni

No customer comments for the moment.

Scrivi una recensione

BUSCOFEN*12CPS MOLLI 200MG

BUSCOFEN*12CPS MOLLI 200MG

BUSCOFEN*12CPS MOLLI 200MG

Scrivi una recensione